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Direttiva Case Green: a che punto è l’Italia e cosa significa per chi ha casa

Direttiva Case Green: a che punto è l'Italia

La direttiva europea sulla prestazione energetica degli edifici, la cosiddetta “Case Green” (direttiva UE 2024/1275), punta a ridurre i consumi del patrimonio edilizio fino alla completa decarbonizzazione entro il 2050. Gli Stati membri avrebbero dovuto recepirla entro il 29 maggio 2026, ma l’Italia è ancora al lavoro.

A che punto siamo

L’8 ottobre il Ministro dell’Ambiente ha spiegato al Senato che il Governo sta preparando il decreto legislativo di recepimento. Per adottarlo serve però prima l’approvazione della legge di delegazione europea 2026, ancora in discussione in Parlamento. Non c’è ancora una data.

Nel frattempo l’Unione Europea ha aperto una procedura di infrazione per il mancato invio della bozza del Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici, che andava presentata entro il 31 dicembre 2025. A ottobre è arrivato il parere motivato, che concede all’Italia altri due mesi per rispondere. Il Piano definitivo va trasmesso entro il 31 dicembre 2026.

Gli obiettivi

  • Edifici residenziali: riduzione del consumo medio di energia primaria del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035, rispetto al 2020.
  • Edifici non residenziali: requisiti minimi di prestazione, con soglie che ogni Stato dovrà definire.
  • 2050: patrimonio edilizio a emissioni zero.

In Italia circa 21 milioni di unità immobiliari su 31 milioni si trovano nelle classi energetiche più basse, sotto la D: è qui che si concentrerà la maggior parte degli interventi.

Cosa cambia per chi ha casa

Ad oggi non è previsto un obbligo generalizzato di intervenire sulle abitazioni sotto la classe D: le modalità concrete saranno definite dal decreto di recepimento, che non è ancora stato adottato. Non sono stati annunciati neppure nuovi incentivi specifici per i privati; le risorse di cui si discute riguardano soprattutto scuole, ospedali e immobili pubblici.

Cosa conviene fare già oggi

Aspettare le nuove regole non significa restare fermi. Conoscere la classe energetica della propria casa, con un attestato di prestazione energetica aggiornato, è il primo passo per capire quali interventi convengono. Molti di questi si possono già realizzare con gli strumenti in vigore, come il Conto Termico 3.0 e le detrazioni di Bonus Casa ed Ecobonus.

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Fonti: Edilportale, 12 ottobre 2026

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